Seguimi su

Silvia Nava Silvia Nava è nata a Milano nel 1963. Assecondando una vena creativa già manifestatasi durante la sua infanzia, si diploma al liceo Artistico di Brera. Dopo una breve parentesi di attività in un campo non direttamente artistico, incoraggiata e sostenuta dalle persone a lei più vicine, e attratta dalla tecnica perfetta e spontanea, dalle opere ineffabili e dalla personalità autorevole ed amichevole del maestro Anna Pavesi, a metà degli anni ’80 intraprende con decisione e pervicacia la via dell’Acquerello, come unica modalità espressiva e professionale. Successivamente incontra e segue il maestro Aurelio Pedrazzini che le permette di approfondire e scoprire la bellezza del paesaggio. La tecnica dell’acquerello puro, interpretata da Silvia con ampie campiture di colori decisi nel tono e nella stesura, ben si addice al temperamento irruento ed istintivo della pittrice, che, con le sue prime apparizioni ad esposizioni collettive, e a seguito delle sue prime mostre personali, inizia ben presto ad incontrare il favore del pubblico e della critica Milanese. L’ingresso nell’ Associazione Italiana Acquerellisti, nel 1988, amplifica poi la diffusione e l’apprezzamento delle sue opere, a livello nazionale ed internazionale.


RECENSIONI

Cosa dipingerebbe la milanese Silvia Nava, acquarellista specializzata, se non esistesse la montagna? Altra natura, indubbiamente, visto che lo fa già adesso. Ma non sarebbe la stessa cosa. Perché la montagna, per la Nava, deve essere una condizione speciale, certamente fisica, ma anche spirituale, in quanto luogo che stimola come nessun altro l'anelito all'assoluto. Non che venga rappresentata in chiave di trascendenza, per così dire, tanto alta, immacolata e isolata da essere difficilmente rapportabile alla sfera terrena dell'umano, come per esempio capita, per restare in Lombardia, nel simbolismo di Giovanni Segantini e in parte nel naturalismo di Angelo Morbelli. Al contrario, la Nava riproduce la natura in situazioni di piena contingenza, cogliendola nella mutevolezza d'aspetto che l'alternanza delle stagioni determina, quella con la quale gli essere umani di ogni epoca si sono messi più in relazione, attribuendo ad essa specifici valori, anche di carattere estetico. Nessun intento, nella Nava, di travalicare ciò che gli occhi vedono, che basta e avanza per generare impressioni di incanto, di religiosa sospensione di ogni impulso distraente davanti all'irresistibile meraviglia del creato.
Ci sentiremmo nel bel mezzo di una poetica di stampo romantico, se nella Nava non mancasse del tutto l'attrazione per il sublime, per la natura, quindi, che provoca sconvolgimento interiore, facendoci avvertire tutta la nostra desolante piccolezza rispetto all'immensità dell'universo.
La montagna della Nava è invece serenità completa, che dall'esterno si mostra disponibile a improntare anche la nostra interiorità, conciliazione col mondo. a ben pensarci, c'è un senso dell'immanenza più rinascimentale che romantico: non c'è Dio sopra o dentro la montagna, semmai la montagna è già Dio per proprio conto, ma un Dio per nulla lontano, a contatto continuo con l'ambito umano.
Scenari di storie infinite, i paesaggi della Nava, scanditi da disegni sufficientemente accurati e colori che si sovrappongono ad essi con didattica diligenza, impiegando toni netti e robusti, poco inclini allo sfumato o all'intermedio. Sarebbe una valida illustratrice, la Nava.
Vittorio Sgarbi - Critico d'Arte

La Nava, che è stata allieva prima di Anna Pavesi e poi di Aurelio Pedrazzini, realizza i suoi acquerelli con estrema cura: sceglie il punto di vista meticolosamente, aspetta il momento della giornata con la luce giusta – quella delle ore centrali, che crea ombre corte e non smaterializza gli elementi naturali, anzi è un elemento descrittivo dei suoi volumi e piani, della sua materia e della sua consistenza – e “lavora” la sua immagine senza concedere nulla al “sublime” di romantica memoria. La natura, che offre momenti di serenità, pace e svago, è percepita amica. I campi coltivati e le rive del Ticino e dei Navigli, con le panchine e le barche ormeggiate sulla riva, sono il segno di un rapporto di piacevolezza e di armonia, come dimostrano per esempio Il Ticino ad Abbiategrasso, Autunno e Barche al tramonto.
Silvio Prota - Architetto e critico d'arte

Silvia Nava L'importante tradizione dell'acquerello è arricchita da Silvia Nava da una concezione fortemente pittorica, che attribuisce un valore aggiunto a questa antica tecnica.
La descrittività dello opere si nutre del silenzio che alberga in questi paesaggi senza tempo, che I'artista esprime con attenzione e sensibilità.
Silvia Arfelli - Critico d'Arte

Paesaggi dai vasti e luminosi orizzonti che si avvalgono di una grande sicurezza figurativa e di una viva partecipazione al piacere delle bellezze della Natura. Silvia Nava coglie con l'immediatezza dell'artista le terse atmosfere della montagna e le vaste distese di fiori campestri che colorano i campi a primavera. E ci riesce non solo e non tanto con la conoscenza del disegno, molto importante per chi vi rinuncia perché non sa, ma anche per la predisposizione del colore luminoso, per i contrasti chiaroscurali e le trasparenze luminose che filtrano tra i canaloni delle montagne, tra la scarsa vegetazione ai piedi delle nevi o nell'aprirsi dal basso dei rossi papaveri. Una tematica scelta e preferita dall'artista, immersa nel silenzio del bianco candore con punte di rocce protese verso il cielo. Una pittura che va oltre la visione, ma una pittura evocatrice di austera e povera poesia, di ricerca di quiete e di una semplicità non sempre apprezzata. Silvia Nava dipinge con occhio semplice la maestosità della Natura, evoca il paesaggio dell'anima, luogo di luci ed ombre, di rossi, di gialli e verdi e pur sempre nello sfondo il protendersi delle rocce verso l'alto.
Verso il cielo di un intenso e unico colore azzurro, con la capacità di realizzare una visione figurativa fatta di accenni naturalistici, di bellezze sconosciute, di sogni lontani, di desideri inappagati in una restituzione pittorica distesa in una neve di quel bel suo colore chiaro, sia fisico che spirituale, in un campo dai petali rossi, morbidi e carichi di voglia di conoscere la sottile estetica della vita.
Giorgio Falossi - Critico d'Arte

Il tema prediletto di Silvia Nava è quello dei paesaggi solitari costruiti con una pittura fresca, intuitiva. L'immagine sembra adattarsi alla sensibile interpretazione dell'artista in una visione armonica di sottile poesia. Atmosfere soffuse descrivono una dimensione d'infinito carica di romanticismo.
Claudia Sensi - Critico d'Arte

Nella presentazione di un artista ricorro spesso ad immagini della grande musica sinfonica. Lo farò anche oggi. Questa mostra per i temi trattati il paesaggio e l'acqua che Silvia Nava così definisce nella sua presentazione:" Acqua metafora di vita, specchio di cielo ed espansione del reale" mi riporta a Mendelsshon - Ouverture - Le Ebridi.
... nei lavori di Silvia Nava l'ispirazione viene alimentata dalle memorie, dalle visioni proveniente dai propri miti di origine e sfocia in immagini, in paesaggi reali e romantici allo stesso tempo come nella musica mendelsshoniana tutto è immerso in un ampio respiro lirico con l'utilizzo di mirabili tecniche esecutive: trasparenze, macchie, ombre e luci nelle quali troviamo un inimmaginabile, inimitabile, indescrivibile colore timbrico sempre mutevole e cangiante.
Sembra udire osservando questi lavori, una risonanza, un eco, una melodia, un canto della natura che ci invita ad osservarla prima con maggiore attenzione, poi con passione e amore....
Pietro Fornari - Pittore, Presidente del Gruppo Artistico Rosetum

... Cio' che colpisce delle opere esposte da Silvia Nava e' la tensione a intercettare con il gioco dei colori la realta'; questo comunicano i suoi acquerelli, uno sguardo aperto alla realtà che sa coglierne tutte le pieghe, che sa catturare dentro i particolari che la colpiscono il punto di abbraccio a tutto il paesaggio naturale con la forza comunicativa che sprigiona dal cuore e si imprime nei colori. Una tecnica interessante quella degli acquerelli, che Silvia Nava sa usare con grande abilità fissando quegli sprazzi di paesaggio da cui viene affascinata e che sa trarre dall’insieme dando loro vita autonoma. Per questo sono opere d’arte, perché vivono di una forza espressiva loro e comunicano la ricchezza esplosiva e variegata da cui la natura è composta. Impressionate in questa direzione il gioco delle forme e dei colori con cui Silvia Nava ha saputo rappresentare il rispecchiarsi nell’acqua delle immagini della natura, così mentre nell’ondeggiamento dell’acqua si tratteggiano le ombre delle sponde del Naviglio o del Ticino, nitida è la fotografia dello spazio ad aria aperta. E’ la forza e la genialità della tecnica dell’acquerello, che come sa fissare il reale così ne sa cogliere le allusioni e gli accenni che portano lo sguardo ad andare oltre l’apparenza.
Gianni Mereghetti - scrittore

Avendo raggiunto una rara maestria tecnica ed espressiva nell’acquerello, Silvia Nava dedica all’esaltazione di una natura profumata i più poetici accenti del suo pennello lieve e trasparente, e tuttavia capace di cogliere il valore e il significato del colore anche nelle sue più accese esplosioni. Eppure sono le tonalità morbide e pacate quelle in cui la vena creativa maggiormente si espande,quando alla sapienza dell’autrice si sovrappone l’ispirato raccoglimento di un’anima lirica sempre pronta a distillare i più segreti succhi che fanno di un fiore un potenziale scrigno di poesia. Natura morta e paesaggio completano il suo panorama visivo, che rivela una costante ed esemplare coerenza nell’approccio con l’immagine.
Mario Monteverdi - Critico d’arte

Perché guardare, e non soltanto vedere, è la ragione che conduce ad ammirare il bello, al di là delle sole apparenze. L’ acquerello propone, nella sua appassionata gestualità, la bravura di Silvia Nava.
Giuseppe Casiraghi - Critico d’arte

La sequenza dei momenti operativi – abbozzare, riprendere le trasparenti impronte acquerellate, tracce leggere che si van via via organizzando in un racconto pittorico fatto più di allusioni che di esplicite descrizioni – alla ricerca del profumo, del “messaggio”di creature della vita breve, ma dall’incanto persistente…..
“ritratti di creature” ricchi di suggestione e di linfa….
… Il fascino di questi dipinti scaturisce, innanzitutto, dal sereno equilibrio governante l’incontro col reale e da scelte interpretative che, andando oltre la mera ovvietà delle apparenze dell’oggetto, sono protese a carpire l’armonia segreta delle strutture e dei ritmi, ma ancor più la fragrante bellezza di un momento che subito passa eppure riesce ad imprimere, nella memoria del cuore, una traccia perdurante nel tempo.
Silvia Nava …Silvia Nava ha presentato dei grandi fogli su cui il limpido cromatismo e l’elegante scioltezza di tocco che le sono propri ci appaiono inseriti in una più evidenziata intelaiatura prospettica; in tale contesto, la plastica tridimensionalità dei tronchi arborei e l’ampio respiro degli scorci monumentali mette a fuoco una sicura pertinenza documentaria e, nel contempo, libertà poetica…
… un’artista giunta ad una non comune padronanza dei mezzi espressivi, per cui è ormai in grado di affrontare difficoltà che all’occhio esperto appaiono assai ardue.
Lo si avverte nell’elegante alternanza e nelle sapiente frammistione dei verdi, dei rossi, ora vellutati, ora fragili e trasparenti nei petali dei papaveri emergenti su una folla di candidi minuscoli fiori, nel biancore immacolato della carta….
…o in quel saper giocare per sottrazione – secondo le regole non facili della pittura ad acquerello - in “situazioni” narrative complesse, risolte con abilità coreografiche e fine sensibilità compositiva.
Ines Pessina - Critico d’arte

… Silvia Nava porta in ciascun “pezzo” quel “calore” d’un dipingere semplice e puro che s’ammira sempre volentieri….
… Pittrice dai toni caldi e suadenti, le si deve, soprattutto, una sensibilità delicata e sottile, l’accortezza d’una musicalità coloristica che non pecca d’eccesso, quel lasciarsi condurre dall’emozione nel farsi poi protagonista di sensazioni personali, di “parentesi romantiche” nel passaggio delle stagioni, nel riverbero d’una produzione acquerellistica incisiva e penetrante…
Luciano Giuseppe Volino - Giornalista

Una incontenibile passione per la montagna in tutto il suo variegato evidenziarsi, e una rara capacità espressiva ed una spontaneità istintiva tutta sua, si coniugano nelle opere di Silvia Nava per trasporre con immediatezza sul foglio le emozioni suscitate dal vivo. La complessa tecnica dell’acquerello, consolidata in anni di attività e confronto coi maggiori esponenti italiani, ben si presta a questo esercizio di riproposizione e condivisione di sensazioni intense, generate mediante la sapiente combinazione di tinte e contrasti veicolati dall’acqua, la quale si propone come elemento costante e costituente tanto dell’opera stessa, quanto dello stesso territorio alpino che la suscita: dall’allegro fluire del torrente, al vagare mutevole delle nuvole, alla quieta coltre di neve, alla maestosità del ghiacciaio, all’impeto della cascata.
Mauro Fassi

Il suo acquerello è tecnica ma anche carattere, istinto e una sicura personalità artistica. Chi si avvicina a quest’opera non può non sentire l’energia positiva impressa nella tela e l’emozione totale che l’ha generata.
Gabriella Ricci - Pittrice, Presidente Gruppo Artistico Mediolanum